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Trama

Lo spettacolo si apre con Il Vecchio che inizia il racconto della vita di Santa Chiara utilizzando le parole di Papa Giovanni Paolo II: «[...] è veramente difficile disgiungere questi due nomi, Francesco e Chiara [...]».
Li definisce “fenomeni”, “leggende”.

Il Vecchio ruotando la candela che tiene in mano illumina Chiara, intorno a lei le consorelle in lacrime.
Chiara ormai morente è sfinita: chiede “una cerasa”, una ciliegia. Dopo essersi abituata ai digiuni e alle penitenze, in punto di morte chiede, in un moto di straordinaria umanità, qualcosa per sè, una ciliegia.

È il ricordo di quando, da bambina, pregava dinanzi a un cesto di ciliegie.
Le piacevano tanto: ogni preghierina una ciliegia.
La sorella Agnese, benché incredula, invia di corsa una sorella nel chiostro per raccoglierne una: siamo in agosto infatti, e non è stagione di ciliegie ma, nei pochi minuti che separano la richiesta di Chiara dal ritorno della consorella (che arriverà miracolosamente con la ciliegia tra le dita), scorrono il primo ed il secondo tempo nell’interpretazione degli avvenimenti più toccanti della sua vita: l’incontro con Francesco, la fuga da casa, il taglio dei capelli per la sua consacrazione, lo spettacolare affronto dei Saraceni in cui, donna e debole, solo innalzando l’ostensorio arresterà la loro violenza.

 
 
Intervista a Carlo Tedeschi
Trailer
 

Gli Autori

Carlo Tedeschi

Autore e Regista

Stefano Natale

Compositore ed arrangiatore

Andrea Tosi

Compositore ed arrangiatore

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Gianluca Raponi

Coreografo

CHIARA DI DIO - SCENA INIZIALE

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CHIARA DI DIO

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